DI LAVORO SI MUORE E TANTO…. INL MA NON DOVEVI PENSARCI TU?

Dal 1 gennio 2017 data della nascita della famigerata “agenzia” Ispettorato Nazionale del Lavoro ,che agenzia non è,, i dati delle morti sul lavoro sono aumentati senza controllo.

Solo tra gennaio e ottobre 2018 sono state presentata all’Inail 534.605 denunce di infortunio sul lavoro (+0,2%rispetto allo stesso periodo del 2017), 945 delle quali con esito mortale (+9,4%).

Nel 2019 già registrano 21 morti sul lavoro….e questI sono solo i casi  conosciuti.

Cosa sta facendo l’Ispettorato Nazionale del Lavoro?

Tre anni per fare un bel NULLA, se non impegnarsi al massimo per utilizzare il già poco personale ispettivo per attività amministrative e continuare esattamente la stessa politica portata avanti fino al 2016 dal Ministero del Lavoro:

LA POLITICA DEI NUMERI

La perfomance organizzativa ed individuale si risolve nel calcolo di quante pratiche si chiudono e quanti accessi ispettivi si fanno, l’ufficio e l’ispettore del lavoro più bravi sono quelli che fanno più numeri.

Insomma basta raggiungere il risultato numerico prefissato …di quanto poi questi numeri incidano sulla tutela del lavoro nero o sulle percentuali dei morti sul lavoro non importa nulla.

In questa scellerata corsa ai numeri l’Ispettorato Nazionale prosegue anche nella politica, tutta ministeriale, di livellamento funzionale del personale ispettivo che di fatto svolge funzioni diverse sia a livello di gravosità del lavoro che di responsabilità, con il resto del personale.

Nessuna integrazione quindi delle funzioni ispettive con le funzioni di vigilanza svolte da INPS ed INAIL, nessuna condivisione delle banche dati, nessun riconoscimento della funzione ispettiva e adeguamento retributivo con il personale ispettivo che in INPS ed INAIL fanno lo stesso lavoro.

L’Ispettorato Nazionale “incentiva” il personale ispettivo solo se mette a disposizione dell’ufficio la sua auto per fare piu numeri.

Se da un lato il personale ispettivo deve prendere atto che nell’ INL  la funzione ispettiva conta ZERO o anche meno visto che a parità di presenze in ufficio  il  resto del personale è pagato il 25% di più, dall’altro INL deve prendere atto che l’assunzione di nuovi Ispettori del Lavoro servirà a poco perche appena avranno la possibilità migreranno verso  lidi migliori.

Crediamo che venga data ORA la possibilitò al personale ispettivo di trasferirsi dove invece la funzione ispettiva è riconosciuta ed ha i mezzi per essere svolta appieno.

Il Coordinatore Nazionale

Nicoletta Morgia

 

fac simile domanda di_mobilita verso INPs ed INAIL

One Response to “DI LAVORO SI MUORE E TANTO…. INL MA NON DOVEVI PENSARCI TU?

  • Domenico Manicone
    9 mesi ago

    Dunque, cerco di dire la mia, con l’auspicio di non essere travisato.
    Noi tutti, ex dipendenti del Ministero del Lavoro (obtortissimocollo), con l’istituzione dell’INL, abbiamo preso (meritatamente, debbo dire), la più grossa fregatura che mai avremmo pensato e/o meritato. La colpa è assolutamente nostra, dal momento che ci siamo fatti passare sulla testa le peggiori nefandezze ascrivibili ad un rapporto di pubblico impiego e, in particolare, in detta amministrazione del lavoro (de ghé?). In primis: il passaggio (obbligato) dal Ministero ad una Agenzia (fantasma), senza alcun criterio legittimo di scelta e/o opzione. Chi lo dice che il sottoscritto (ad esempio), funzionario amministrativo in servizio in Sassari (Sardegna), non avrebbe potuto optare per rimanere al Ministero del Lavoro, nel caso, pur trasferendosi (in diritto e/o opzione) presso le sedi centrali, piuttosto che inviarci (con i noti criteri discutibilissimi) una miriade di ispettori, magari appena riqualificati per svolgere detta attività?. Ebbene, fattaci passare sulla testa, questa roba, oggi non abbiamo più a lagnarci di un bel niente.
    Per l’occasione, comunque, sono solidale con tutti gli ispettori e condivido assolutamente l’iniziativa (provocatoria, ma assai intelligente) della richiesta di trasferimento all’INPS. Sarebbe meglio, comunque, avviare una sorta di causa collettiva, per l’evidente discriminazione di trattamento economico.

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